Lassù un uomo si mette a confronto con se stesso: scopre i propri slanci e le paure più profonde.

Si sente piccolo, qualche volta troppo esposto o  protetto dalle pareti imponenti che lo circondano.

I pensieri si sincronizzano con il ritmo dei passi, che uno dopo l’altro ascoltano il respiro.

 

Gli occhi si perdono, osservano i profili delle cime: qualche volta sono severi, duri e taglienti, altre volte sono morbidi e gentili. Sulle montagne le luci creano forme, ne esaltano i profili, giocano con le distanze. Le nuvole, così rapide, le guarderesti per ore: sono come attrici che in pochi istanti cambiano la scena in un teatro.